sabato 14 novembre 2009

Carl Hamblin

La macchina del “Clarion” di Spoon River venne distrutta
e io incatramato e impiumato,
per aver pubblicato questo, il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago:
“Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati
ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
Una gran folla le passava dinanzi,
alzando al suo volto il volto implorante.
Nella sinistra impugnava una spada.
Brandiva questa spada,
colpendo ora un bimbo, ora un operaio,
ora una donna che tentava ritrarsi, ora un folle.
Nella destra teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettate monete d’oro
da coloro che schivavano i colpi di spada.
Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
‘Non guarda in faccia a nessuno’.
Poi un giovane col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia eran tutte corrose
sulle palpebre marce;
le pupille bruciate da un muco latteo;
la follia di un’anima morente
le era scritta sul volto.
Ma la folla vide perché portava la benda”.
Tratto da "Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters



Primo maggio 1886: in tutti gli Stati Uniti si sciopera per la giornata lavorativa di otto ore. A Chicago le manifestazioni proseguono: il 3 maggio la polizia apre il fuoco contro gli scioperanti, ammazzandone due, ferendone altri. La sera dopo, i leader socialisti e anarchici organizzano una manifestazione di protesta in piazza Haymarket; la polizia è presente in forze e proprio mentre sta intervenendo per disperdere la folla pacifica che assisteva al comizio finale, una bomba scoppia tra gli agenti: uno muore, altri riportano ferite, che per sette uomini saranno mortali. Il giorno dopo, vengono arrestati otto leader anarchici, accusati di omicidio; si trattava di Albert Parsons, americano, di George Fielden, immigrato inglese, di Oscar Neebe, nato in America da genitori tedeschi, e di cinque immigrati dalla Germania: Adolph Fischer, August Spies, Louis Lingg, Michael Schwab e George Engel. Il processo cominciò a luglio; malgrado gli sforzi degli avvocati della difesa, l’accusa, appoggiata dal giudice, portò la discussione su un livello puramente ideologico: fu un processo all’anarchismo, al socialismo e al movimento operaio. Non esisteva nessuna prova del fatto che fossero state quelle otto persone a lanciare la bomba; tre degli imputati erano stati oratori al comizio di Haymarket – di cui tutti ricordavano i toni moderati; altri due non c’erano nemmeno andati, gli ultimi tre avevano lasciato la manifestazione prima dello scoppio della bomba.
La sentenza fu pronunciata il 19 agosto 1886: Neebe – uno di quelli che non era nemmeno in piazza – fu condannato a 15 anni; Parsons, Fielden, Fischer, Spies, Lingg, Schwab, Engel furono condannati all’impiccagione.
Il processo e il contesto in cui si svolse – un passaggio fondamentale nella storia del movimento operaio.

Quella poesia che avete appena letto è un’amara considerazione sull’applicazione della “giustizia”, fatta dal poeta statunitense Edgar Lee Masters. Questa poesia si intreccia, in almeno due casi, con la storia del movimento anarchico: la prima chiaramente riferita all’impiccagione dei “martiri” di Chicago; la seconda perché se ne può leggere il testo sulla tomba, nel cimitero di Carrara, del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli “ucciso innocente”, come recita la lapide a lui dedicata in Piazza Fontana, nei locali della questura di Milano il 15 dicembre 1969. A quest'ultimo fu dedicata questa canzone, scritta e registrata da Joe Fallisi in anonimo.


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